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PRIMO SI IN COMMISSIONE AL RILANCIO PER GLI ARBITRATI NEGLI APPALTI 05/03/2010
Il 3 marzo la commissione Ambiente della Camera ha dato parere favorevole al decreto di riforma dei ricorsi in materia di appalti, che ritocca anche le procedure per l'arbitrato. Rilancio per gli arbitrati negli appalti, che d'ora in poi avranno tariffe ridotte. Nessuna osservazione o condizione da parte dei deputati sul meccanismo di «moralizzazione» delle parcelle d'oro che si basa sugli importi già ridotti stabiliti nel 2000 e vieta qualsiasi aumento extra.
La commissione riammette gli avvocati che hanno già svolto un arbitrato negli ultimi tre anni, dando loro la possibilità di ricevere nuovi incarichi per aziende diverse dalle precedenti. Altro punto nevralgico è dato dalla possibilità che il verdetto dei giudici privati sia impugnabile anche per motivi di merito e non solo per vizi formali, per cui l'operato degli arbitri sarebbe verificabile anche da un magistrato ordinario.
Raffaella Mariani, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, dichiara che: “si è persa l'occasione per risolvere alcuni punti critici del procedimento dell'arbitrato, che in Italia si rivela sempre penalizzante per la Pubblica amministrazione». Donatella Ferranti, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera« aggiunge: È una riforma molto pericolosa perché estromette la giustizia ordinaria da tutto ciò che riguarda gli appalti e i contratti di aggiudicazione».
Il decreto, che recepisce la direttiva sui ricorsi negli appalti, prevede oltre agli arbitrati un rito speciale per gli appalti. In base a quanto richiede la direttiva si introduce infatti un periodo di attesa di 35 giorni, tra l'aggiudicazione delle gara e la firma del contratto in modo da consentire a eventuali interessati di presentare ricorso. Dall'altro lato, il decreto riduce drasticamente i tempi per presentare il ricorso ,che passano dagli attuali 60 ai 30 giorni. Il via libera da parte della commissione Lavori pubblici del Senato è atteso intorno al 9-10 marzo. Una volta conclusa questa fase preliminare, il decreto di recepimento della direttiva ricorsi tornerà al Consiglio dei ministri, dove è atteso prima del 20 marzo. Scade in questa data, infatti, la proroga per recepire la direttiva ricorsi.
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