OPERATIVA LA STAZIONE UNICA APPALTANTE DELLA REGIONE CALABRIA 28/11/2009
La Calabria è la prima regione ad adottare il sistema centralizzato per l’acquisizione di beni e servizi onde contrastare le infiltrazioni mafiose. Il primo bando del nuovo sistema è quello della
fornitura dei vaccini antinfluenzali.
Il Presidente della Giunta regionale, Agazio Loiero, e il Commissario dell'ente, l'ex procuratore aggiunto antimafia di Reggio Calabria, Salvatore Boemi, hanno presentato l'avvio ufficiale della stazione appaltante. Loiero ha quindi spiegato: «La nomina di Boemi è un fiore all’occhiello riconosciuto anche a livello ministeriale. Ci sarà un motivo se solo la Calabria ha attivato la stazione unica appaltante. Abbiamo pubblicato il primo appalto, quindi siamo dinnanzi a qualcosa che è pienamente operativo e funziona. Per quanto motivo, evidenziando la complessità della situazione calabrese, vogliamo dare alla stazione un grande valore, date le condizioni di una regione che mi ero sforzato di raccontare come parlamentare e giornalista, ma che solo da presidente sono riuscito a toccare con mano, verificando di persona fatti e situazioni che nemmeno ero riuscito ad immaginare. E credo che la stessa impressione avrà ricavato il dottor Boemi, che pure da magistrato antimafia aveva già una conoscenza approfondita della complessità di questa nostra realtà».
Boemi ha ripercorso la storia dell'ente, dalla istituzione alla piena operatività. Il primo scoglio superato è stato quella della sede, fissata in locali già a disposizione della Regione e arredata con mobili recuperati dai depositi dell’ente e qui ha rilevato: «e quindi senza costi aggiuntivi», poi ha parlato del reperimento del personale, «anche in questo caso già nei ruoli della Regione».
La Stazione unica appaltante (SUA) firmerà dei protocolli con le prefetture e definirà un regolamento per garantire la correttezza delle procedure seguite per i bandi e le gare d’appalto. In proposito Boemi ha detto: “Noi siamo dei veri e propri commissari. Facciamo nostra la fase di evidenza pubblica degli appalti, per poi riconsegnare agli enti competenti la fase esecutiva».
La Stazione unica calabrese adotterà una serie di innovazioni, recepite anche dalla legislazione nazionale: «Il protocollo Calabria prevede sette clausole, una delle quali impone agli imprenditori di denunciare eventuali pressioni della criminalità e tentativi di estorsione. Un principio recepito dal governo nel decreto sicurezza e che fino ad oggi solo Sicilia e Calabria avevano adottato».
Boemi ha aggiunti che la Stazione unica è partita dalla sanità «che è tra le problematiche più impellenti», ma che da settembre la sua operatività sarà estesa a tutti i dipartimenti della Regione e agli enti che utilizzano fondi regionali. Il giro di vite riguarderà gli appalti, senza dimenticare i subappalti, che rappresentano a volte il cavallo di Troia che la 'ndrangheta utilizza per accaparrarsi i fondi pubblici: «Collaboreremo con le Prefetture ma vogliamo anche la collaborazione dei sindacati per la parte che concerne la sicurezza dei lavoratori nei cantieri».
Boemi ha poi spiegato: «la differenza fra la Calabria ed altre regioni considerate virtuose sta proprio nel fatto che queste ultime hanno centralizzato gli appalti in campo sanitario, hanno fatto gli appalti «on line» ed hanno adottato un preziario. Tutte cose che noi da qui alla fine del 2009 intendiamo realizzare». A proposito della disponibilità di aziende sanitarie provinciali e ospedaliere ha detto: «Dalla sanità la risposta è stata positiva. La centralizzazione degli appalti è la sola strada utile per la Calabria».
Infine ha ammonio: «Non voglio che la stazione unica diventi motivo di divisione tra i Calabresi. Io non mi farò utilizzare da nessuno. Se le cose andranno bene sarà merito di tutti; se dovessero andar male non sarebbe solo colpa mia, ma sarei il primo a prenderne atto e ad andarmene dopo aver ringraziato, come ho fatto dopo 39 anni di servizio congedandomi dalla magistratura».
La nuova SUA ha suscitato grande interesse e già arrivano richieste di informazioni, manifestazioni di disponibilità a collaborare, contatti finalizzati ad una migliore conoscenza della normativa.
Il presidente Loiero ha infatti detto: «C'è molto interesse da parte delle altre regioni ad avere uno strumento analogo. Molte di esse, non voglio dire quali, stanno lavorando alla definizione di leggi vicine alla nostra. La Toscana, per esempio, ci ha chiesto notizie sul protocollo di legalità. C'è grande attenzione».
In chiusura Loiero si è sfogato: «Molte delle cose avviate da questa giunta regionale sono state accolte all’inizio con diffidenza. Ricordate i sottosegretari regionali? Dopo di noi li hanno nominati in Lombardia ed in Molise. E la legge sullo spoils system? Ci sono stati ricorsi e contro ricorsi ed alla fine abbiamo avuto ragione. Non sempre siamo noi ad arrancare dietro agli altri: talvolta sono gli altri a seguirci».
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