APPALTI LA CORTE UE APRE LE GARE ALLE UNIVERSITA 12/01/2010
La Corte UE stabilisce che anche le Università possono partecipare agli appalti e spetta all’amministrazione valutare se i contributi pubblici che ricevono possono distorcere l’offerta. Dalla Corte di giustizia europea arriva un’altra sentenza pronunciata in nome della massima apertura del mercato a tutti gli operatori, che pone sullo stesso piano i soggetti pubblici e privati. Con la sentenza nella causa C-305/08 viene ammesso che alle gare possano partecipare anche le università e gli enti di ricerca che non hanno fine di lucro.
A rivolgersi alla Corte era stato il Conisma (il consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare). Questo raggruppamento, costituito solo dalle università e da amministrazioni pubbliche, era stato escluso da una gara della Regione Marche per l’affidamento di servizi di rilievi marini. Secondo la Regione, il consorzio non rientrava nella nozione di «operatore economico» ammesso agli appalti perché non aveva una stabile organizzazione aziendale, né fini di lucro e nemmeno era presente in modo regolare sul mercato. In più le Università possono permettersi di fare, in senso anticoncorrenziale, un’offerta particolarmente conveniente, mettendo le Università sullo stesso piano dei soggetti privati e ribadendo che alle gare deve partecipare chiunque è idoneo, con requisiti suoi o «in prestito» a eseguire l’opera o il servizio.
Secondo la Corte la direttiva europea sugli appalti (la 2004/18) consente anche «a soggetti che non perseguono un preminente scopo di lucro, non dispongono della struttura organizzativa di un’impresa e non assicurano una presenza regolare sul mercato, quali le università e gli istituti di ricerca nonché i raggruppamenti costituiti da università e amministrazioni pubbliche, di partecipare a un appalto pubblico di servizi».
Corte di giustizia Europea – Sentenza nella causa C- 305/08
Edilizia & territorio, n. 1 11-16 gennaio
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