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APPALTI VENETO PRECEDENZA AI VENETI PER LEGGE
07/06/2010

Questo è il primo atto del governatore Zaia: il Pdl presenta il progetto «Prima i nostri»

Luca Zaia da poco insidiato al governo del Veneto presenta una proposta di legge in difesa delle aziende venete nel settore dell’edilizia. La legge verrà presentata dal presidente Dario Bond e dal vice Piergiorgio Cortelazzo e ricalcherà, con i dovuti distinguo - visto che il Veneto è regione a statuto ordinario - una legge già in vigore in Friuli Venezia Giulia. Lasciata la presidenza di palazzo Balbi per scelta romano- lombarda, perso per mano del corpo elettorale veneto lo status di partito di maggioranza relativa in Veneto, il Popolo delle Libertà fa capire da subito la linea che intenderà adottare da qui in avanti: sfidare l’alleato leghista sul suo stesso terreno, ovvero quello della tutela degli interessi del territorio.
Bond, in proposito, è esplicito: «Abbiamo capito la lezione e io ho cominciato a girare il Veneto per far capire alla gente che siamo un gruppo consiliare che risponde al territorio, che si dà da fare. Ci rivolgiamo ai piccoli come ai grandi imprenditori, perché stiamo cercando di creare novità legislative, in grado di aiutare a superare le criticità della nostra regione. La politica miope non serve. Serve piuttosto una politica a volte anche restrittiva ma che possa far lavorare prima di tutto i veneti. Ce lo insegna la Germania, che proprio in questo periodo ha scelto di tornare a essere protezionista ».

Dalle parole di Bond si intuisce la declinazione della proposta di legge. Lo stesso presidente del gruppo consiliare si lascia scappare qualche altra considerazione: «Abbiamo messo a punto un meccanismo che permetta alle aziende venete di avere la priorità negli appalti pubblici. Ovviamente si tratta di una legge che va inserita nel contesto della crisi economica e dell’ottimizzazione dell’impiego di denaro pubblico. In pratica, vogliamo evitare l’invasione di contenitori commerciali non veneti che vengono qui a prendersi le commesse e poi magari non portano a compimento i lavori. Come si può fare? Favorendo le nostre aziende, quelle che creano ricchezza e la distribuiscono sul territorio».
Il Veneto e i veneti prima di tutto e tutti con un distinguo targato Cortelazzo: «Noi però preferiamo la concretezza agli annunci troppo enfatizzati». Badare al sodo, quindi, nella speranza che l’iter della proposta di legge possa avere una tempistica non in linea con altre iniziative di questo genere mai arrivate a vedere la luce nella scorsa come nelle precedenti legislature. «Questa - dice Cortelazzo - è una questione che si può risolvere abbastanza celermente. La proposta deve andare in Commissione, presumo la Seconda, quella dei Lavori Pubblici, e poi in aula consiliare. La speranza è che diventi legge prima della pausa estiva del consiglio, all’incirca alla fine di luglio». Siccome siamo nel filone degli appalti pubblici, il timore potrebbe essere quello di stop imprevisti all’attuazione. Europa, Consiglio dei ministri e Corte Costituzionale sono sempre attenti a questo tipo di norme... «Lo sappiamo - dice Cortelazzo - che siamo sempre sub judice, ma il precedente del friuli ci fa ben sperare. La nostra legge è tarata sulle esigenze del Veneto e può avere sicuramente una ricaduta anche sugli enti locali, dalle Province ai Comuni».

Sono cinque i punti principali che caratterizzano il testo di legge a firma Cortelazzo- Bond. In esso sono contenuti parametri non vincolanti solo alla migliore offerta, in modo tale da garantire l’assegnazione dell’appalto anche sulla base di progettualità più ampie del capitolato. Due i canali contemplati: la procedura ristretta e il negoziato. Le aziende che decideranno di partecipare avranno un punteggio che potrà essere utile per l’assegnazione dei lavori.
«Il momento congiunturale è delicato. La regione Veneto, sul finire della legislatura Galan, ha stanziato 150 milioni di euro a favore delle imprese per le opere minori. Ora vogliamo incidere con questa proposta di legge, determinando procedure di assegnazione di appalti pubblici a favore delle imprese che pagano le tasse in Veneto e che lasciano nella nostra regione anche i contributi previdenziali dei suoi lavoratori » Queste sono le conclusioni finali di Cortellazzo..





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