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APPALTI GIRO DI VITE SULLA ANTIMAFIA 03/06/2010
Previsto nuovo reato turbata libertà del procedimento di scelta del contraente
Nella nuova finanziaria è stata reintrodotta la tracciabilità dei flussi finanziari, che si estende a tutti gli appalti e per la prima volta chi non la rispetta rischia multe molto salate. Viene altresì introdotto il nuovo reato di «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente» per chi cerca di manipolare i bandi e gli altri documenti di gara. Sono queste le misure principali contenute nel DDL antimafia, l'autentico giro di vite che la commissione Giustizia della Camera ha licenziato il 26 maggio scorso per l’Assemblea.
Da un lato l’impianto originale del Governo che prevedeva, tra l’altro, l’estensione a tutti gli appalti del modello già utilizzato per le grandi opere della tracciabilità, è stato confermato dalla Commissione. Che anzi lo ha esteso anche ai «concessionari di finanziamenti pubblici comunitari». La tracciabilità va inserita anche nei contratti, che altrimenti sono nulli. Chi aggira l’obbliga rischia una multa dal 5 al 20% della transazione. Dall’altro lato la Camera ha introdotto un nuovo reato di turbativa d’asta. Scatterà quando qualcuno con «doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti» cercherà di condizionare il bando o gli altri documenti della gara. In altre parole, chi corromperà i funzionari addetti al bando per modificare a proprio favore le regole del gioco sarà punibile con l’arresto da sei mesi a cinque anni più una multa che va da 103 a 1.032 euro. Inasprite le pene anche per la turbativa d’asta: l’arresto passa dai due anni fino a un massimo di cinque.
A.C. 3290 Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia – Ddl approvato dalla commissione Giustizia della Camera e in attesa di esame da parte dell’Aula di Montecitorio …
Fonte Edilizia & Territorio, n. 21 31 maggio - 5 giugno 2010
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